Il pm Silvia Scamurra ha disposto l’autopsia sulla salma di Domenico Di Rocco, deceduto per cause naturali nel carcere di Castrogno. I tre lo avrebbero controllato la notte prima del decesso
TERAMO – Tre persone, due infermieri e un medico, in servizio nel carcere di Castrogno, sono stati iscritti nel registro degli indagati per la morte di Domenico Di Rocco, il 43enne detenuto rom, trovato senza vita nella sua cella del penitenziario teramano, martedì mattina.
Il pm Silvia Scamurra ha aperto un fascicolo d’indagine sul decesso – che sembra dovuto a causa naturali – e disposto l’autopsia, che verrà affidata oggi all’anatomo patologo Giuseppe Sciarra, che dovrebbe effettuarla nelle prossime ore. All’esame autoptico parteciperà anche un consulente di parte della famiglia, il medico legale Vincenzo Rosini.
Secondo quanto si è appreso, i tre indagati avrebbero visitato l’uomo durante la notte prima del decesso, quando lo stesso aveva riferito di non sentirsi bene. Domenico Di Rocco soffriva di patologie psichiatriche: la difesa riteneva la detenzione in carcere non compatibile con le sue condizioni e per questo aveva chiesto una misura alternativa, quale gli arresti domiciliari (che lui aveva rifiutato per non convivere con la madre) o il trasferimento in una comunità protetta.